La luce squarcia la nera tenebra del cosmo con bagliori ancestrali, residui di radiazioni primordiali, disegnando graffiti infuocati e puntiformi strutture che la mente trasforma in varchi immaginari attraverso i quali viaggiare per altre dimensioni e nuovi mondi, dentro e fuori di noi, lacerando anche la cupa e spessa tela che ricopre il nostro inconscio.
Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e filtri giusti.
Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.